Enzo Maresca è pronto a diventare il nuovo allenatore del Manchester City prima della prossima stagione. Il tecnico italiano è indicato come il principale candidato a succedere a Pep Guardiola, che dovrebbe lasciare il club dopo la partita di domenica contro l’Aston Villa all’Etihad Stadium, ultimo impegno stagionale. Secondo quanto riportato, il City lavora da oltre sei mesi in vista dell’addio estivo di Guardiola e i colloqui con Maresca sarebbero in una fase avanzata. Il 46enne vuole la panchina dei campioni d’Inghilterra e ci si aspetta che venga confermato come successore dello spagnolo a tempo debito, con l’orizzonte indicato della stagione 2026-27. Dal Chelsea al ritorno al City: il profilo di Maresca Maresca ha lasciato il Chelsea a gennaio, meno di sei mesi dopo aver conquistato il Club World Cup. Nella sua unica stagione completa a Stamford Bridge ha vinto anche la Conference League e centrato la qualificazione alla Champions League, pur con un gioco di possesso che non sempre ha incontrato il favore dei tifosi. Il tecnico campano conosce già molto bene l’ambiente City. È stato assistente di Guardiola nella stagione del treble 2022-23 e in precedenza aveva avuto un ruolo chiave nel settore giovanile del club prima di entrare nello staff della prima squadra. Nel 2023 ha poi lasciato Manchester per guidare il Leicester, portando le Foxes alla promozione in Premier League nella sua unica annata in panchina. Guardiola ha espresso pubblicamente grande stima per Maresca, definendolo “uno dei migliori allenatori del mondo” e sostenendo che il lavoro svolto al Chelsea non abbia ricevuto il giusto credito, sottolineando come vincere Club World Cup, Conference League e qualificarsi alla Champions con una squadra giovane in un campionato così competitivo sia “eccezionale”. Continuità di metodo, ma passo nel vuoto post-Guardiola L’eventuale arrivo di Maresca rappresenterebbe una scelta di continuità per il City: un profilo meno mediatico rispetto a Guardiola, ma profondamente immerso nei metodi e nell’approccio del club. L’italiano è considerato un altro “laureato” della scuola di Guardiola, sulla scia del percorso che ha portato Mikel Arteta dall’Etihad alla panchina dell’Arsenal. A differenza di Guardiola, che era già approdato al City con una reputazione stellare costruita tra Barcelona e Bayern, Maresca non vanta ancora lo stesso palmarès ai massimi livelli, e la sua nomina comporterebbe inevitabilmente una componente di rischio. Dovrebbe infatti seguire l’allenatore più vincente della storia del club, un compito ritenuto ancora più complesso di quello affrontato quando è subentrato a Mauricio Pochettino al Chelsea nel giugno 2024. Il carattere di Maresca è descritto come potenzialmente combustibile, come dimostrato dall’addio ai Blues in gennaio dopo l’emergere di fratture con la dirigenza. Gli ultimi sei mesi a Londra sono stati segnati da rapporti incrinati con la proprietà, già al corrente dell’interesse del City tramite l’agente Jorge Mendes, e dalle lamentele del tecnico sulle operazioni di mercato. Nonostante questo, il club ha continuato a rispettare il lavoro svolto con la squadra, e Maresca è rimasto popolare presso la maggior parte dello spogliatoio. Dal punto di vista tattico, al Chelsea ha trasformato la squadra in un gruppo fortemente orientato al possesso, basato su una costruzione lenta e paziente. La formazione tipo era spesso un 4-2-3-1, reso però fluido dai continui movimenti dei giocatori, capaci di adattarsi agli avversari e di cambiare volto da partita a partita. Per il City, la sua scelta rappresenterebbe un modo per garantire stabilità e continuità dopo quello che viene considerato un evento sismico: la partenza di uno dei tecnici più innovativi e influenti della storia recente del calcio. I vertici del club e la proprietà di Abu Dhabi avrebbero preparato con largo anticipo questo passaggio, conducendo una due diligence meticolosa prima di arrivare a una decisione. Eppure, nonostante la conoscenza diretta del personaggio e delle sue capacità, per il City resterebbe comunque “un passo nell’ignoto” nell’era post-Guardiola, con Maresca chiamato a riempire quelle che vengono descritte come le scarpe più grandi del calcio moderno. La percezione dei tifosi e il peso dell’eredità di Pep Tra i tifosi del City, il vuoto lasciato da Guardiola viene percepito come quasi insormontabile: venti trofei in dieci anni, record infranti, il traguardo dei “Centurions”, un quadruple domestico, un treble, quattro Premier League di fila e un double nazionale sono considerati standard irraggiungibili per chiunque debba seguirlo. Maresca arriverebbe con la benedizione di Guardiola e con alle spalle i successi condivisi nel 2023 al City, oltre ai trofei conquistati da primo allenatore. Applica la stessa filosofia di gioco del catalano e ha già dimostrato di saper vincere, seppur in una carriera da tecnico ancora relativamente breve. Alcuni si interrogano se possa essere una figura “ponte” verso un futuro diverso, ma la convinzione espressa è che, se sarà lui il prescelto, meriterà di avere la sua chance. Il quadro, per ora, resta quello di un passaggio di consegne preparato con cura e in attesa di conferma ufficiale, mentre il City si avvicina alla fine dell’era Guardiola e guarda a Maresca come possibile nuovo volto del progetto tecnico. Navigazione articoli Clarke annuncia i 26 della Scozia per il Mondiale: dentro Stewart e il baby Curtis, fuori Miller Guardiola, l’eredità al City tra trofei e 115 accuse della Premier League