MotoGp Barcellona, Acosta duro: «Dopo due bandiere rosse non si può ripartire». Bagnaia attacca i colleghi

«Quando il motorsport ti mette davanti pericoli così capisci quanto si possa essere fortunati». Fabio Di Giannantonio, oltre alla gioia per la vittoria al termine di una gara interrotta due volte, parla con la consapevolezza di chi ha appena sfiorato la tragedia. Gli incidenti di Alex Marquez e Johann Zarco – con il francese che ha riportato lesioni a un legamento crociato e a una caviglia – hanno segnato profondamente la domenica di Barcellona.

I pezzi della moto di Alex Marquez sono finiti addosso a Di Giannantonio, compresa la ruota della Ducati dello spagnolo, esplosa nell’impatto. «Gli è andata bene», è la sintesi di una situazione che poteva avere un epilogo ben diverso. I piloti, sconvolti da quanto accaduto, hanno dovuto mettere da parte in fretta l’ansia per le condizioni dei colleghi: il programma doveva andare avanti. Solo dopo la bandiera a scacchi è arrivato il momento delle riflessioni più dure.

Acosta: «Dopo due bandiere rosse non si può far finta di niente»

Al centro delle polemiche c’è Pedro Acosta, che ha innescato involontariamente l’incidente con Alex Marquez rallentando all’improvviso per un guasto alla moto, venendo tamponato dallo spagnolo che lo seguiva da vicino. Per il rookie, però, la gestione della gara non è stata accettabile: secondo lui la corsa andava fermata definitivamente.

Acosta è stato il più netto nelle sue parole: ha detto di non essere d’accordo sul fatto che si debba tornare a correre dopo due bandiere rosse e ha criticato l’idea di rientrare in pista «come se niente fosse». Un messaggio chiaro, che fotografa il clima nel paddock dopo una gara definita da molti «folle».

Anche gli altri piloti hanno raccontato il proprio shock. Marco Bezzecchi ha definito «spaventoso» l’incidente di Alex Marquez, con i pezzi della moto che volavano dappertutto: alcuni lo hanno colpito direttamente, e il pilota ha spiegato di aver visto anche l’incidente di Zarco, che si è verificato accanto a lui. In uno scenario così, il risultato sportivo è passato immediatamente in secondo piano.

Jorge Martin, centrato da Raul Fernandez al terzo via della gara, ha sottolineato che quanto successo a lui «non conta» rispetto alle condizioni di Alex e Johann. Due giorni prima, lo stesso Raul Fernandez, caduto in prova, era finito contro la propria moto schiantata sulle barriere, giudicate troppo vicine al bordo pista: anche lui era stato considerato fortunato a non aver riportato conseguenze peggiori.

Bagnaia: «Safety Commission deserta, è una gran cavolata»

La domenica di Barcellona ha riportato in primo piano il tema della sicurezza in MotoGp. Un tema che, però, non sembra essere al centro delle priorità di tutti i piloti. La Safety Commission, che si riunisce nei weekend di gara per discutere proprio di questi aspetti, viene infatti quasi sempre disertata, con i piloti spesso impegnati tra sponsor e attività promozionali.

Tra i pochi presenti abitualmente c’è Pecco Bagnaia, che non ha nascosto il proprio fastidio. Ha sottolineato che «non ci viene più nessuno» e si è chiesto come si possa pretendere che una struttura del genere funzioni se non si prova nemmeno a farla funzionare. Per il campione italiano, questa situazione è «una gran cavolata».

Bagnaia ha ricordato che, nel weekend precedente a Le Mans, alla riunione della commissione sicurezza erano presenti soltanto in tre. Un dato che, alla luce degli episodi di Barcellona, rende ancora più acceso il dibattito interno al paddock: da un lato la richiesta di maggiore tutela, dall’altro una partecipazione giudicata insufficiente agli strumenti già esistenti.

La sensazione emersa a Barcellona è quella di un gruppo di piloti scosso e diviso, tra la necessità di correre e lo shock per incidenti che hanno mostrato ancora una volta quanto il confine tra gara e rischio estremo resti sottilissimo.

Di Marco Franco

Sono un atleta e giornalista sportivo italiano, specializzato in CrossFit e fitness. Da molti anni mi occupo di studiare i metodi di allenamento più moderni, seguire gli eventi sportivi internazionali e condividere consigli sull'allenamento e su uno stile di vita sano.

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