“La vecchiaia non si improvvisa”: come allenarsi tra i 40 e i 60 anni per arrivare bene ai 70

L’esercizio fisico non è un interruttore che si accende qualche mese prima dell’estate per perdere peso in fretta, né una soluzione d’emergenza quando iniziano i dolori. È una scelta quotidiana che punta a qualcosa di molto più importante di un semplice cambiamento estetico.

Secondo Felipe Isidro, cattedratico in Esercizio Fisico, il modo in cui ti muovi – o non ti muovi – oggi determina in larga parte come arriverai alla vecchiaia. La sua frase chiave è netta: la futura autonomia non si improvvisa a 75 anni, ma si costruisce negli anni che vanno dai 40 ai 60, quelli che lui definisce “anni silenziosi”.

Perché non basta avere muscolo per invecchiare bene

Isidro insiste su un punto che spesso passa inosservato: non è una gara a chi ha più muscoli, né a chi solleva più chili. Il vero tema è la capacità reale di rispondere alle richieste del quotidiano: salire le scale senza appoggiarsi al corrimano, reagire a un inciampo, rialzarsi da terra senza bisogno di aiuto.

Il deterioramento funzionale raramente arriva all’improvviso. Non si perde tutto in un colpo, si perde margine. È questo che fa sì che molte persone si sentano “a posto” fino al giorno in cui, all’improvviso, non riescono più a fare un gesto che davano per scontato.

La letteratura scientifica che Isidro richiama va nella stessa direzione: è la potenza muscolare, più che la massa, a predire meglio la funzionalità nelle età avanzate. In pratica conta di più come applichi la forza che non quanto volume muscolare hai.

Le conseguenze sono chiare. Se a 40 o 50 anni ti serve già una quota elevata della tua capacità fisica per svolgere compiti di base, il margine di sicurezza si assottiglia rapidamente. E quando questo margine scompare, recuperarlo diventa molto più difficile.

Come deve cambiare l’allenamento dopo i 40 anni

Per Isidro, dai 40 anni in poi non si tratta di allenarsi di più, ma di allenarsi meglio e con un obiettivo diverso: conservare la funzionalità.

Il primo pilastro è la forza, intesa non come ipertrofia, ma come capacità di generare forza utile. Azioni semplici come alzarsi velocemente da una sedia, portare carichi o salire le scale senza appoggio fanno parte di questo lavoro. Il corpo si adatta a ciò che gli chiedi: se non gli chiedi forza, la perde.

Il secondo elemento è la potenza, dove entra in gioco la velocità. Isidro propone movimenti rapidi, con poche ripetizioni e lontani dalla fatica estrema. L’obiettivo non è finire distrutti, ma attivare le fibre muscolari che permettono di reagire in tempo quando serve.

A completare il quadro ci sono equilibrio e coordinazione. Mantenere la stabilità in situazioni instabili riduce il rischio di cadute, uno dei problemi più seri con l’avanzare dell’età. Esercizi semplici come stare in appoggio su una sola gamba o cambiare i punti di appoggio in modo controllato hanno un impatto diretto su questa capacità.

Anche il lavoro cardiovascolare conta, ma con alcune precisazioni. Il cattedratico dà priorità alle intensità basse, quelle in cui si riesce a mantenere una conversazione. Questo tipo di stimolo migliora la capacità aerobica senza aggiungere rischi inutili. L’alta intensità può avere il suo spazio, ma richiede controllo e competenza.

Camminare non basta: serve un esercizio “prescritto”

La vita urbana ha ridotto drasticamente il movimento spontaneo e costringe a compensare con un esercizio programmato. In questo contesto, camminare è positivo, ma Isidro è chiaro: non basta. Limitarsi a dire “si muova” non è una vera prescrizione di esercizio.

Per arrivare bene ai 70 anni, il messaggio di fondo è semplice ma impegnativo: le decisioni prese tra i 40 e i 60 anni – quanto ti muovi, come ti alleni, che tipo di sforzi chiedi al tuo corpo – costruiscono o erodono, giorno dopo giorno, la tua autonomia futura.

Di Marco Franco

Sono un atleta e giornalista sportivo italiano, specializzato in CrossFit e fitness. Da molti anni mi occupo di studiare i metodi di allenamento più moderni, seguire gli eventi sportivi internazionali e condividere consigli sull'allenamento e su uno stile di vita sano.

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