Che tu stia iniziando da zero o stia costruendo da tempo le tue routine, avere una lista chiara dei migliori esercizi per le gambe fa la differenza in ogni fase del percorso. Non tutti i movimenti, però, lavorano sulle stesse zone né risolvono le stesse “debolezze”: alcuni esercizi che fai oggi potrebbero non essere i più adatti al tuo momento attuale. La coach Lauren Pak parte proprio da questa consapevolezza e, sui suoi canali social, ha condiviso una selezione di esercizi pensata per allenare le gambe con la stessa logica di un atleta professionista: potenza, forza e funzionalità, senza lasciare nulla fuori. Quali muscoli lavorare nel “giorno gambe” Quando si parla di giorno gambe, il riferimento è soprattutto ai tre grandi gruppi del treno inferiore: ischiocrurali, glutei e quadricipiti. La classica sentadilla (lo squat) resta uno dei fondamentali assoluti, ma da sola non basta. L’obiettivo, spiega Pak, è “costruire gambe più forti usando una combinazione di lavoro di potenza, esercizi isolati e movimenti funzionali”, tutti indirizzati a uno o più di questi gruppi muscolari. Per questo, oltre ai classici come peso morto, squat ed hip thrust, vale la pena ampliare il repertorio con esercizi meno scontati ma estremamente efficaci. Un altro vantaggio di questa varietà è la possibilità di creare molti circuiti diversi: cambiando stimolo, mantieni alta la motivazione e spesso percepisci i progressi in modo più rapido. Non tutti i movimenti, però, sono facilmente replicabili a casa: alcuni richiedono macchine o attrezzi specifici, quindi se sei abituato a fare tutto in salotto, potrebbe servirti un’uscita in palestra. L’idea della coach è chiara: se questo ti fa avanzare più velocemente verso i tuoi obiettivi, il viaggio vale la pena. I 9 esercizi per le gambe che non dovrebbero mancare Pak propone una lista di esercizi chiave, organizzati per zone, così da sapere sempre quale muscolo stai mettendo al centro del lavoro. Non vanno inseriti tutti insieme nella stessa seduta, ma alternati e combinati in base al tuo livello e al tipo di stimolo che cerchi. Gli esercizi indicati sono: Salto laterale con impulso verso salto frontale Un movimento esplosivo che unisce lavoro laterale e frontale, utile per sviluppare potenza e controllo. Iperestensioni a 45° Focus su catena posteriore, in particolare ischiocrurali e zona lombare, con un angolo che permette un buon range di movimento. Affondo incrociato o “riverenza” con bilanciere Variante dell’affondo che lavora in diagonale, coinvolgendo glutei e stabilizzatori in modo marcato. Tantrums da seduto con palla medica Esercizio eseguito da seduti con palla medica, pensato per stimolare potenza e controllo nella parte inferiore del corpo. Curl nordico Uno dei lavori più intensi per gli ischiocrurali, a corpo libero, che richiede grande controllo eccentrico. Stacco a una gamba con appoggio rialzato Variante monopodalica del peso morto, che mette alla prova equilibrio, glutei e posteriori della coscia. Salti a forbice (saltos de tijera) Movimento pliometrico alternato, utile per potenza, coordinazione e resistenza delle gambe. Squat “spagnolo” con presa Una variante di squat che enfatizza il lavoro sui quadricipiti, con supporto per mantenere posizione e profondità. Step up frontale su box Le classiche salite sul box, eseguite in avanti, ottime per quadricipiti e glutei e molto trasferibili ai gesti sportivi. Secondo Pak, se vuoi davvero muoverti e rendere come un atleta, devi combinare potenza, forza e funzionalità, non limitarti a un solo tipo di stimolo. Questa selezione va proprio in quella direzione. I fondamentali che restano irrinunciabili Accanto a questi movimenti “extra”, la coach sottolinea che la base per lavorare seriamente sulla forza delle gambe resta sempre la stessa: i grandi classici. In particolare: Peso morto per gli ischiocrurali Squat per i quadricipiti Hip thrust (spinta d’anca) per i glutei Il peso morto, in particolare, viene descritto come un esercizio infallibile in qualsiasi programma per le gambe, un punto fermo da cui è difficile prescindere se l’obiettivo è costruire una catena posteriore forte. Il messaggio finale è semplice: annota questi esercizi, inseriscili con criterio nelle tue routine – mai tutti insieme, ma alternandoli – e usali per completare il lavoro dei fondamentali. Se l’obiettivo è avere gambe più forti, potenti e “pronte da atleta”, questa combinazione è un’ottima base da cui partire. Navigazione articoli “La vecchiaia non si improvvisa”: come allenarsi tra i 40 e i 60 anni per arrivare bene ai 70 Core forte dopo i 60 anni: 6 esercizi in piedi che valgono più degli swing con kettlebell