Durante una serata speciale organizzata a Melide, in Svizzera, a pochi chilometri da Como e Lugano, Cesc Fabregas ha raccontato la filosofia che sta trasformando il Como in una delle realtà più sorprendenti del calcio italiano.

Il tecnico spagnolo, premiato nel corso dell’evento organizzato da Esport Como insieme a Banca del Sempione, ha parlato davanti ai tifosi con grande sincerità, spiegando che il vero punto di forza della squadra non sarebbe il talento individuale, ma qualcosa di molto più profondo.

Secondo Fabregas, infatti, il Como sta crescendo grazie a:

  • mentalità;
  • umiltà;
  • cultura del lavoro;
  • identità di gioco molto chiara.

L’allenatore ha sottolineato come nel calcio moderno spesso si parli troppo di limiti. Per lui, invece, i limiti sono soprattutto mentali. Il vero fallimento non sarebbe perdere, ma smettere di provare a migliorarsi e superare le aspettative.

“Non siamo la squadra più forte, ma sappiamo chi vogliamo essere”

Fabregas ha spiegato che il progetto del Como è iniziato circa due anni e mezzo fa con un’idea molto precisa: costruire una squadra capace di crescere continuamente, sia dal punto di vista individuale che collettivo.

Il tecnico spagnolo ha ammesso apertamente che il Como non possiede il talento delle grandi squadre italiane, ma proprio per questo il gruppo ha dovuto sviluppare:

  • disciplina;
  • spirito di sacrificio;
  • attenzione ai dettagli.

Secondo lui il vero “segreto” della squadra è l’umiltà. Un aspetto che ha permesso al Como di migliorare settimana dopo settimana e arrivare oggi a lottare addirittura per un posto in Champions League.

Fabregas ha insistito molto anche sul concetto di identità: la squadra vuole avere uno stile riconoscibile e continuare a crescere senza perdere equilibrio.

Da Cunha: “Fabregas è speciale anche fuori dal campo”

Tra i protagonisti della serata c’era anche Lucas Da Cunha, uno dei simboli della crescita del Como e unico titolare rimasto dal gruppo che conquistò la promozione dalla Serie B.

Il centrocampista francese ha raccontato come già dalla scorsa stagione la squadra avesse capito di poter diventare competitiva anche in Serie A. Ma vedere oggi il Como vicino alla zona Champions viene considerato qualcosa di quasi incredibile.

Da Cunha ha poi elogiato profondamente Fabregas dal punto di vista umano, spiegando che molte persone conoscono il campione che ha vinto tutto da giocatore, ma non abbastanza l’uomo e il tecnico che lavora ogni giorno accanto alla squadra.

Secondo il capitano, proprio la personalità dell’allenatore avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella crescita mentale del gruppo.

La società guarda oltre i risultati immediati

Anche il direttore sportivo Carlalberto Ludi ha confermato la linea del club, spiegando che il progetto del Como non vuole dipendere soltanto dai risultati immediati.

Secondo la dirigenza, la priorità resta continuare a crescere come società e come squadra. La qualificazione in Champions League sarebbe straordinaria, ma il club vuole mantenere equilibrio e lucidità nelle valutazioni.

Ludi ha sottolineato che il Como possiede ancora enormi margini di miglioramento e che la società intende continuare a investire sul percorso costruito insieme a Fabregas.

Il Como ora sogna davvero in grande

A poche giornate dalla fine della stagione, il Como continua a essere una delle storie più sorprendenti del calcio europeo.

Una squadra che, senza avere le superstar delle big italiane, è riuscita a costruire:

  • identità;
  • entusiasmo;
  • continuità;
  • ambizione.

E il messaggio lanciato da Fabregas sembra chiarissimo:

il Como non vuole più essere soltanto una favola, ma una realtà stabile del calcio che conta.

Di Marco Franco

Sono un giornalista sportivo italiano e atleta con esperienza nel mondo del CrossFit, del fitness e della preparazione fisica. Su Aurelia Sport News seguo calcio, sport internazionali, CrossFit, allenamento e stile di vita sano, con particolare attenzione alla condizione atletica degli sportivi, alla gestione dei carichi, al rendimento delle squadre e alle notizie più rilevanti del panorama sportivo. Unisco l’esperienza pratica nell’allenamento alla scrittura giornalistica per offrire analisi chiare, aggiornate e accessibili.

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