Dopo aver conquistato il campionato portoghese con il FC Porto, Francesco Farioli ha raccontato il suo percorso tra la delusione vissuta all’Ajax e il successo ottenuto in Portogallo. Il tecnico italiano ha spiegato di non considerare la stagione in Olanda un vero fallimento, sottolineando come il PSV abbia meritato il titolo grazie a un campionato quasi perfetto. Secondo Farioli, il lavoro svolto all’Ajax resta comunque molto importante, forse persino migliore sotto alcuni aspetti rispetto a quello fatto quest’anno con il Porto. La vera differenza, ha detto, sarebbe stata l’unità totale trovata nel club portoghese, dove squadra, società e staff hanno lavorato tutti nella stessa direzione. Mourinho resta il suo punto di riferimento Tra le sue principali ispirazioni, Farioli ha citato ancora una volta José Mourinho e soprattutto l’Inter del Triplete del 2010. Secondo l’allenatore italiano, la qualità più importante di Mourinho era la capacità di creare uno spirito di squadra totale, mettendo ogni giocatore al servizio del gruppo. Farioli considera proprio questa mentalità la base di ogni squadra vincente, ancora più importante delle idee tattiche. Le chiamate dalla Serie A e la battuta sul passaporto Farioli ha poi rivelato di aver ricevuto alcune offerte dall’Italia dopo l’addio all’Ajax, comprese proposte da club di Serie A in lotta salvezza. Tuttavia in quel periodo non si sentiva pronto a ripartire subito. La chiamata del Porto ha poi cambiato tutto. Parlando dell’Italia, il tecnico ha scherzato dicendo che una delle poche cose che deve ancora fare nel suo Paese è ritirare il passaporto alla questura di Montecatini. Oggi però Farioli sembra totalmente concentrato sulla sua nuova avventura in Portogallo, dove è riuscito a trasformare una stagione di dubbi in uno dei successi più importanti della sua carriera. Navigazione articoli Roma, caccia al nuovo esterno: Nusa resta il sogno di Gasperini Fiorentina, omaggio speciale a Vanoli: premiato 25 anni dopo il gol storico in Coppa Italia