La Ferrari torna dal Gran Premio del Canada con sensazioni contrastanti, ma anche con un dato che pesa: il secondo posto di Lewis Hamilton ha mostrato alcuni punti di forza della SF-26 che potrebbero diventare decisivi nei prossimi appuntamenti, a partire da Monaco.

In un weekend in cui molti si aspettavano il dominio di Mercedes, con McLaren e Red Bull pronte a inserirsi nella lotta, la realtà della pista di Montreal ha raccontato una storia diversa. Strategie sbagliate, errori di gestione e una gara caotica hanno ridisegnato le gerarchie, lasciando spazio alla rimonta di Hamilton e alla solidità della Ferrari.

Hamilton trascina la SF-26: una Ferrari più competitiva del previsto

Il sette volte campione del mondo ha interpretato al meglio il circuito canadese, esaltando le caratteristiche della vettura di Maranello. Il secondo posto finale non è solo un risultato, ma un segnale tecnico importante: la SF-26 ha mostrato una buona efficienza nelle fasi miste e una gestione interessante delle gomme in condizioni di bassa temperatura.

Sul lungo rettilineo prima della chicane del “muro dei campioni”, la Ferrari ha però pagato ancora qualcosa in termini di velocità di punta, restando leggermente dietro ai riferimenti della Red Bull e della Mercedes. Un gap contenuto, ma ancora presente.

Il nodo power unit e il confronto con la Mercedes

Resta aperto il tema più delicato per la Scuderia: la unità motrice. Le analisi interne parlano di un possibile svantaggio rispetto alla Mercedes, difficile però da quantificare con precisione. Le discussioni su possibili differenze di rendimento e sulle interpretazioni regolamentari alimentano il dibattito, ma a Maranello la linea è chiara: il progetto va giudicato nel medio periodo.

Nel frattempo, la SF-26 sembra compensare alcune lacune con un ottimo livello di carico aerodinamico e una buona stabilità nelle curve lente e medie.

Un’arma in più: gestione gomme e assetto di Hamilton

Uno degli aspetti più interessanti emersi in Canada riguarda il lavoro sull’assetto. Hamilton ha scelto una direzione leggermente più aggressiva rispetto a Leclerc, accettando qualche rischio in più in staccata in cambio di maggiore efficacia nei tratti guidati.

Questa scelta ha permesso al britannico di trovare il feeling migliore con la vettura, sfruttando anche una finestra ideale di utilizzo degli pneumatici. Un dettaglio che potrebbe diventare fondamentale su piste tecniche come Monaco.

Monaco osservata speciale: la Ferrari può sognare in grande

Il prossimo appuntamento nel Principato rappresenta un banco di prova diverso. A Monaco la potenza conta meno e diventano decisivi aerodinamica, trazione e stabilità in curva lenta: tutte aree in cui la SF-26 sembra più competitiva rispetto ai circuiti ad alta velocità.

Hamilton lo ha già sottolineato: se la Ferrari è riuscita a ottenere un risultato importante in Canada, su un tracciato più “tecnico” le aspettative possono crescere.

Le prospettive: tra prudenza e ambizione

In casa Ferrari prevale ancora la prudenza, ma il segnale è chiaro: la SF-26 non è lontana dai migliori, almeno in determinate condizioni. Il lavoro sugli aggiornamenti aerodinamici e la gestione delle gomme saranno decisivi per colmare il gap con i rivali diretti.

Monaco dirà molto di più. Ma dopo Montreal, una certezza c’è: la Ferrari è viva e pronta a giocarsi le sue carte.

Di Marco Franco

Sono un giornalista sportivo italiano e atleta con esperienza nel mondo del CrossFit, del fitness e della preparazione fisica. Su Aurelia Sport News seguo calcio, sport internazionali, CrossFit, allenamento e stile di vita sano, con particolare attenzione alla condizione atletica degli sportivi, alla gestione dei carichi, al rendimento delle squadre e alle notizie più rilevanti del panorama sportivo. Unisco l’esperienza pratica nell’allenamento alla scrittura giornalistica per offrire analisi chiare, aggiornate e accessibili.

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