La tappa milanese del Giro d’Italia 2026 ha regalato spettacolo e colpi di scena dal punto di vista sportivo, ma al tempo stesso ha acceso un acceso dibattito tra squadre e organizzatori. La frazione numero 15, che sulla carta doveva concludersi con una volata di gruppo, si è invece trasformata nel successo a sorpresa di Fredrik Dversnes Lavik (Uno-X Mobility), bravo ad inserirsi in una fuga composta insieme a Mirco Maestri, Mattia Bais (Polti VisitMalta) e Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber). Una giornata intensa che ha lasciato anche diverse polemiche nel dopo gara. Veleni sul traguardo di Milano: la safety car dei corridori e le accuse della Lidl-Trek Una delle principali contestazioni riguarda la decisione di neutralizzare in anticipo i tempi per la classifica generale, scelta presa direttamente dai corridori durante la corsa per ragioni di sicurezza legate al circuito cittadino di Milano. Una decisione che ha diviso il gruppo e ha acceso il dibattito sul tracciato. A rispondere alle critiche è stato l’amministratore delegato di RCS Sports&Events, Paolo Bellino, che ha difeso con fermezza l’organizzazione: il percorso, ha spiegato, era stato verificato nei dettagli e ritenuto pienamente sicuro. Le polemiche non si sono fermate qui. Alcuni corridori, tra cui Tim Torn Teutenberg e Max Walscheid della Lidl-Trek, hanno lamentato anche la gestione della corsa da parte delle motociclette in gara, sostenendo che la fuga avrebbe beneficiato di situazioni non ideali per chi inseguiva. Secondo la loro versione, si sarebbe trattato di un’occasione sfumata per la squadra, impegnata a lanciare lo sprint per Jonathan Milan. Anche su questo punto è arrivata una risposta netta da parte di Bellino, che ha ricordato come la giuria di corsa non abbia rilevato irregolarità o criticità durante lo svolgimento della tappa. Un messaggio chiaro che chiude, almeno ufficialmente, ogni discussione: per l’organizzazione, la regolarità della corsa non è mai stata in dubbio. Navigazione articoli Serie A 2026-2027, il puzzle delle panchine: chi resta e chi cambia tra conferme, rivoluzioni e sorprese Ballerini guarda avanti dopo il ritiro al Giro: obiettivo Tour de France 2026