La frattura tra Lotito e Sarri emerge con chiarezza nelle ultime ore in casa Lazio, tra la delusione per la sconfitta nel derby e quella, ancora fresca, per il k.o. nella finale di Coppa Italia contro l’Inter. Sullo sfondo, il nodo principale riguarda il futuro dell’allenatore biancoceleste, legato da un contratto fino al 2028 ma sempre più al centro di un possibile caso. Al termine della finale degli Internazionali di tennis, il presidente Claudio Lotito ha parlato ai microfoni di SportMediaset, toccando il tema panchina senza però sciogliere i dubbi. Poco prima, dallo stadio Olimpico, era stato lo stesso Maurizio Sarri a manifestare pubblicamente il proprio malessere per la gestione della stagione e per l’assenza di indicazioni sui programmi futuri. Lotito: “Tutti utili, nessuno indispensabile” Interrogato sul tecnico, Lotito ha ricordato l’accordo in essere: Sarri è stato ingaggiato con un contratto triennale e, nelle parole del presidente, ha ancora due anni davanti, con l’idea iniziale di ripartire da una squadra costruita su una chiara “logica di ringiovanimento”. Il passaggio più forte arriva però quando il numero uno biancoceleste sottolinea di aver imparato che “nella vita sono tutti utili e nessuno indispensabile”, soprattutto i calciatori, perché “ce ne sono tanti nel mondo” se si vuole costruire una società solida. Una frase che, pur riferita in generale, alimenta l’aria di incertezza attorno alla guida tecnica. Dall’altra parte, Sarri aveva appena lanciato il suo messaggio dopo il derby perso all’Olimpico. L’allenatore ha spiegato che si farà “l’ultima partita” di campionato, domenica contro il Pisa, ma che sui programmi futuri non ha ricevuto indicazioni. Ha definito la stagione insoddisfacente dal proprio punto di vista, lamentando di essere stato “ascoltato zero” e ammettendo di non essere contento, ipotizzando che forse neppure la società lo sia. Il tecnico ha rinviato ogni discorso a dopo la fine del campionato, quando vorrà capire se la dirigenza avrà qualcosa di concreto da comunicargli. Nei prossimi giorni è atteso un summit tra Lotito e Sarri per valutare in modo diretto la situazione: il clima è quello di una possibile separazione, che potrebbe anche sfociare in un braccio di ferro, alla luce dell’accordo in vigore fino al 2028. Niente Europa e progetto Flaminio: la visione del presidente Sul piano dei risultati, la Lazio si avvia a restare fuori dalle Coppe europee per il secondo anno consecutivo. Lotito ha riconosciuto la posizione attuale in classifica (“ora siamo ottavi o quello che sia”, con la squadra nona a 90 minuti dal termine) ma ha insistito sulla possibilità di ripartire puntando sulla “logica di patrimonializzazione”, ricordando anche i sei trofei conquistati sotto la sua presidenza. Il presidente ha poi allargato il discorso alla struttura del club, spiegando che si sta lavorando per rendere la società “immortale” attraverso la realizzazione dello stadio al Flaminio, progetto che, nelle sue parole, dovrebbe rendere la Lazio autonoma da qualsiasi persona, “anche da me”, e quindi più competitiva nel lungo periodo. Guardando all’ultima annata, Lotito ha definito “assurda” la stagione della Lazio, la più anomala in ventidue anni di presidenza, citando una “miriade di infortuni di varia natura” e “mille episodi” che avrebbero condizionato in modo significativo i risultati. Ha ricordato che, pur senza qualificazione europea, la squadra è arrivata in finale di Coppa Italia, sottolineando come una vittoria in quella gara avrebbe riportato il club nelle competizioni continentali. Il presidente ha chiuso esprimendo la speranza di essersi lasciato alle spalle questa annata complicata, con l’obiettivo di ripartire con entusiasmo e la volontà di fare molto meglio. Resta però da capire se questa ripartenza passerà ancora da Maurizio Sarri o se il confronto in agenda sancirà un cambio di rotta in panchina. Navigazione articoli Pronostico della partita Arsenal – Burnley del 18 maggio 2026 Hermannstadt e Unirea Slobozia si giocano la salvezza nella volata finale del play-out