Thomas Tuchel ha annunciato la lista dell’Inghilterra per i Mondiali 2026 e ha confermato la sua fama di tecnico senza paura di decisioni impopolari. Dal caso Bellingham alle esclusioni in difesa, il nuovo ct rompe con l’eredità di Gareth Southgate e si prende la responsabilità di una rosa piena di specialisti… e di scommesse.

La convocazione, analizzata da BBC Sport, ha già acceso un dibattito feroce in Inghilterra.

Tuchel “anti‑Southgate”: niente inchini alle stelle

Se Southgate veniva spesso accusato di eccessiva prudenza, Tuchel si è posizionato all’opposto. Ha lasciato fuori Jude Bellingham quando il fuoriclasse del Real Madrid voleva esserci e ha spiegato pubblicamente che Harry Maguire, dopo il ritorno in nazionale di marzo, era solo la quinta scelta al centro della difesa.

Il tedesco rivendica una rosa costruita su “specialisti” per ogni scenario: situazioni di vantaggio, partite da rimontare, calci piazzati e rigori. L’idea è chiara: una squadra quasi “modulare”, preparata a ogni contesto, anche a costo di sacrificare nomi amatissimi da tifosi e media.

Tuchel parla di “proof of concept”: la verifica sul campo arriverà tra poche settimane, ma la sensazione è quella di un vero lancio di dadi in quasi ogni reparto.

L’enigma Toney e il rischio in attacco

La scelta più clamorosa è il ritorno di Ivan Toney. L’attaccante, 30 anni, torna in nazionale dopo un anno di assenza: richiamato dalla Saudi Pro League, dove con l’Al‑Ahli ha segnato 42 gol in stagione, era stato utilizzato appena due minuti in un’amichevole persa 3-1 contro il Senegal, poi sparito dai radar.

Ora Tuchel lo riprende come alternativa ad Harry Kane, rinunciando ad altri profili che potevano reclamare spazio. Il messaggio è doppio:

  • grande atto di fiducia (o ripensamento) verso Toney;
  • bocciatura implicita per chi aspirava al ruolo di vice Kane.

Dietro questa mossa c’è la paura centrale dell’Inghilterra: cosa succede se Kane, miglior marcatore di sempre, si fa male o cala di rendimento durante il Mondiale?

Toney porta in dote freddezza e abilità dal dischetto, ma resta il dubbio: se era davvero nel progetto per il Mondiale, perché non convocarlo già a marzo, quando Tuchel ha testato Dominic Calvert‑Lewin e ignorato Danny Welbeck?

In attacco va invece premiato Ollie Watkins dell’Aston Villa, convocato “sul merito” per la stagione disputata. Ma l’aver scelto due veri vice Kane, invece di un ulteriore centrocampista creativo, alimenta le perplessità su un reparto offensivo forse troppo dipendente dal numero 9.

Centrocampo e difesa: esclusioni pesanti e scommesse fisiche

La linea dura di Tuchel colpisce soprattutto la trequarti: Phil Foden e Cole Palmer restano a casa, così come altri profili creativi come Morgan Gibbs‑White, Alex Scott e Adam Wharton. Per loro, spiega implicitamente la lista, non c’è spazio “sulla base della stagione”.

Il ct punta su un centrocampo con:

  • Declan Rice ed Elliot Anderson come ossatura principale;
  • Kobbie Mainoo, rilanciato da Michael Carrick al Manchester United nella seconda parte di stagione;
  • il giovane Nico O’Reilly, citato da Tuchel tra i talenti già vincenti a livello giovanile.

Tuchel sottolinea la “grossa fetta di gioventù” del gruppo, con sei giocatori campioni con l’Under 21, e la possibilità di ruotare mantenendo alto il livello.

Resta aperta la battaglia per il ruolo di numero 10 tra Bellingham e Morgan Rogers dell’Aston Villa, mentre Jordan Henderson – che avrà 36 anni al debutto contro la Croazia – viene convocato soprattutto per il suo peso nello spogliatoio, con pochi minuti prevedibili in campo.

In difesa, le scommesse non mancano. John Stones, per qualità, sarebbe titolare fisso, ma ha giocato solo 4 gare di Premier League da titolare quest’anno (12 in totale) e lascia il Manchester City a fine stagione. L’Inghilterra si affida alla sua classe, ma con le dita incrociate: in caso di nuovo infortunio, Tuchel potrebbe persino tornare su Maguire.

Completano il reparto centrale Marc Guehi, Ezri Konsa e Jarell Quansah (Bayer Leverkusen, ex Liverpool).

Sulle fasce:

  • Reece James è il primo nome a destra, ma reduce da nuovi problemi ai muscoli posteriori della coscia;
  • Nico O’Reilly può fare il terzino sinistro, garantendo versatilità;
  • Tino Livramento, altro giocatore con trascorsi fisici complicati, è adattabile su entrambe le corsie.

L’inclusione di Dan Burn del Newcastle viene letta come l’ennesimo “gut feeling” di Tuchel: altezza e pericolosità sui piazzati, ma difficoltà in possesso e contro attaccanti rapidi, dove con l’Inghilterra è parso spesso in sofferenza. Esclusi specialisti di fascia sinistra come Lewis Hall, Luke Shaw e Myles Lewis‑Skelly, che in nazionale avevano dato buone sensazioni.

Infine, Djed Spence (può giocare a destra e sinistra) riaccende il dibattito su Trent Alexander‑Arnold. Il giocatore del Real Madrid non era stato inserito neppure nella lista allargata da 35 per le amichevoli con Uruguay e Giappone, e nemmeno richiamato quando Tuchel ha dovuto sostituire in corsa con Ben White. La domanda resta: Spence può offrire davvero più di Alexander‑Arnold, in fase difensiva o offensiva?

Cosa possiamo aspettarci dall’Inghilterra di Tuchel ai Mondiali

Tuchel ha costruito una rosa che riflette in pieno la sua personalità: pochi compromessi, molte idee chiare e parecchie scommesse. Se la sua “prova di concetto” funzionerà, l’Inghilterra arriverà lontano con un gruppo giovane, flessibile e preparato sui dettagli (rigori e piazzati su tutti). In caso contrario, ogni esclusione eccellente – da Bellingham a Foden, da Maguire ad Alexander‑Arnold – tornerà come un boomerang sul ct.

Per i tifosi neutrali e gli appassionati di tattica, la nazionale inglese sarà una delle storie più interessanti da seguire ai Mondiali 2026: un laboratorio ad altissimo rischio, dove ogni scelta di Tuchel sarà sotto i riflettori fin dal debutto contro la Croazia.

Di Marco Franco

Sono un giornalista sportivo italiano e atleta con esperienza nel mondo del CrossFit, del fitness e della preparazione fisica. Su Aurelia Sport News seguo calcio, sport internazionali, CrossFit, allenamento e stile di vita sano, con particolare attenzione alla condizione atletica degli sportivi, alla gestione dei carichi, al rendimento delle squadre e alle notizie più rilevanti del panorama sportivo. Unisco l’esperienza pratica nell’allenamento alla scrittura giornalistica per offrire analisi chiare, aggiornate e accessibili.

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