La prestazione di Jonas Vingegaard nella cronometro del Giro d’Italia continua a far discutere il mondo del ciclismo. Dopo i 42 chilometri tra Viareggio e Massa, il danese ha infatti disputato una delle prove contro il tempo più complicate della sua carriera nei grandi giri, sorprendendo tifosi ed esperti.

Tra i più colpiti dalla controprestazione c’è stato anche Tom Dumoulin, ex campione del mondo a cronometro ed ex compagno di squadra di Vingegaard ai tempi della Jumbo-Visma.

Secondo Dumoulin, una delle possibili spiegazioni del rendimento deludente potrebbe essere legata alla scelta tecnica effettuata dal team: l’utilizzo della maxi-corona.

“Scelta rischiosa se non hai la gamba giusta”

Parlando a Eurosport, Dumoulin ha spiegato come una corona molto grande possa diventare un’arma a doppio taglio durante una cronometro così lunga ed esigente.

“Se non sei nella tua giornata migliore e non riesci a spingere abbastanza watt, rischi di pedalare sempre con un rapporto troppo duro oppure troppo agile”, ha spiegato l’olandese.

Secondo Dumoulin, il problema nasce soprattutto quando il corridore è costretto a modificare continuamente il rapporto per trovare la cadenza ideale:
“Con una configurazione simile è facile saltare due rapporti insieme e perdere completamente fluidità nella pedalata”.

Problemi di cadenza e maggiore resistenza meccanica

L’ex vincitore del Giro d’Italia ha poi approfondito anche l’aspetto puramente tecnico della scelta.

Utilizzare una maxi-corona obbliga infatti la catena a lavorare molto inclinata sulla cassetta posteriore, soprattutto quando si cercano rapporti più agili. Questo può aumentare la resistenza meccanica e ridurre l’efficienza complessiva della pedalata.

“In situazioni ideali la catena dovrebbe restare il più dritta possibile”, ha sottolineato Dumoulin. “Quando invece lavora troppo lateralmente, aumenta l’attrito e si perde scorrevolezza”.

Un dettaglio che, a velocità elevate e in una prova di oltre 40 chilometri, può trasformarsi in secondi preziosissimi persi lungo il percorso.

Una cronometro inattesa per Vingegaard

La prova di Viareggio-Massa era considerata uno dei momenti chiave del Giro per Vingegaard, soprattutto dopo le difficoltà mostrate in alcune tappe precedenti.

Per questo il risultato finale ha sorpreso molti osservatori:

  • ritmo irregolare;
  • difficoltà nel mantenere la cadenza;
  • sensazioni mai realmente positive durante la prova.

Secondo Dumoulin, però, non si tratta necessariamente di un problema fisico grave: la giornata negativa potrebbe essere stata amplificata da una scelta tecnica troppo estrema.

Giro ancora aperto

Nonostante la cronometro sottotono, il Giro d’Italia resta ancora apertissimo.

Vingegaard continua a essere uno dei grandi favoriti per la classifica generale grazie alle sue qualità in montagna e alla capacità di crescere nella terza settimana.

Ma la prova contro il tempo ha mostrato che anche i dettagli tecnici possono diventare decisivi in una corsa così equilibrata.

E adesso tutto il team dovrà capire rapidamente se quella scelta sulla bici sia stata davvero un errore o soltanto un episodio isolato in una giornata negativa del campione danese.

Di Marco Franco

Sono un giornalista sportivo italiano e atleta con esperienza nel mondo del CrossFit, del fitness e della preparazione fisica. Su Aurelia Sport News seguo calcio, sport internazionali, CrossFit, allenamento e stile di vita sano, con particolare attenzione alla condizione atletica degli sportivi, alla gestione dei carichi, al rendimento delle squadre e alle notizie più rilevanti del panorama sportivo. Unisco l’esperienza pratica nell’allenamento alla scrittura giornalistica per offrire analisi chiare, aggiornate e accessibili.

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