“È stata una settimana lunghissima”: Gian Piero Gasperini arriva alla vigilia di Roma-Verona con la consapevolezza che domani l’Olimpico può riportare i giallorossi in Champions League dopo sette anni di assenza. Una partita che vale una stagione, forse anche di più. “Rush finale” Roma: la Champions è nelle mani dei giallorossi Con una vittoria contro il Verona, la Roma avrebbe la certezza aritmetica di giocare la prossima Champions. Gasperini non nasconde la tensione, ma prova a trasformarla in energia positiva: tutta la squadra, assicura, è “sul pezzo” e consapevole dell’importanza della gara. Il tecnico sottolinea come questo traguardo sarebbe il coronamento di un’annata vissuta all’insegna della compattezza: gruppo, società e tifosi. Un cammino fatto anche di momenti difficili, che però non hanno scalfito la fiducia interna: la Roma ha già raccolto 70 punti in campionato il gruppo ha trovato “feeling” e obiettivi comuni l’idea di arrivare in Champions, ammette l’allenatore, in certi momenti sembrava quasi irrealistica Gasperini richiama anche la natura spietata del calcio: “In 90 minuti ti giochi tutto”, ricorda, invitando a non fissarsi solo sui passaggi a vuoto, ma a guardare alle tante vittorie che hanno riportato la Roma a ridosso delle grandi. Il bilancio del primo anno: metodo, gol e svolta dopo Bologna Senza sbilanciarsi sull’autocelebrazione (“In caso mi dirò bravo domani sera, ora non si può ancora”), Gasperini traccia comunque un bilancio del suo primo anno sulla panchina romanista. Non è stato un percorso semplice: ha provato a imporre il proprio metodo di lavoro, trovando però un gruppo pronto a seguirlo. “Ho avuto la fortuna di trovare ragazzi che credevano in me”, spiega. Un passaggio chiave, nella sua lettura, è arrivato dopo la sfida col Bologna: da lì in poi Gasperini dice di essere diventato davvero convinto del traguardo Champions. La squadra ha iniziato a segnare con più continuità rispetto all’inizio stagione, aprendosi la possibilità di ribaltare le partite, come accaduto a Parma. L’allenatore insiste su un punto: questo “rush finale” non è frutto del caso, ma della fiducia che il gruppo ha mantenuto nei propri mezzi anche quando la corsa sembrava compromessa. Che il piazzamento dipendesse anche dai risultati delle altre, riconosce, non toglie nulla al valore del percorso giallorosso. Per tutte le dichiarazioni complete della vigilia, il riferimento resta l’intervista riportata da Gazzetta.it. Friedkin e futuro: “Proprietà presente, Roma più forte” Lo sguardo di Gasperini va oltre il Verona. La qualificazione in Champions garantirebbe risorse economiche fondamentali per alzare ulteriormente l’asticella del progetto tecnico. Da qui il messaggio diretto alla proprietà Friedkin: la loro presenza, ribadisce, è un fattore determinante. Secondo Gasperini, una proprietà vicina: evita situazioni spiacevoli e incertezze dà forza a squadra e ambiente permette risposte chiare e rapide, rispetto al passato Il tecnico parla di una vera e propria “scommessa” per il futuro: un’eventuale qualificazione in Champions potrebbe aiutare a costruire una Roma “compatta e forte nei progetti e nelle idee”, anche accettando il rischio di qualche errore, purché dentro una visione comune. Arrivare quarti, aggiunge, sarebbe un passo importante per ridurre il gap con le altre big della Serie A. Sul fronte formazione, arrivano due indicazioni importanti: Koné ha recuperato e si è allenato tutta la settimana, anche se non è ancora al 100% e resta da capire se partirà titolare; Soulé sta meglio dopo il lungo stop che ha interrotto un inizio di stagione molto promettente. Come vive una squadra un dentro-fuori per la Champions: la lezione di Gasperini Alla vigilia di una partita che può cambiare il futuro sportivo ed economico di un club, il racconto di Gasperini offre anche uno spunto pratico su come gestire la pressione, valido non solo per i professionisti ma per chiunque viva sfide ad alta posta: Canalizzare l’ansia: riconoscere la “settimana lunghissima” senza negarla, ma trasformarla in concentrazione sul lavoro quotidiano. Restare sul metodo: il tecnico insiste sul suo modo di lavorare e sulla fiducia dei giocatori, ricordando che il risultato nasce da ciò che si fa ogni giorno, non solo da 90 minuti. Memoria selettiva verso il positivo: Gasperini invita a non fissarsi sugli inciampi, ma a ricordare le partite vinte e i progressi fatti, per alimentare fiducia invece che paura. Obiettivo condiviso: società, squadra e tifosi uniti su un traguardo comune rendono più semplice reggere il peso delle aspettative. Domani toccherà al campo dire l’ultima parola. Ma, comunque vada, il messaggio è chiaro: per restare stabilmente tra le grandi serve una visione forte, un gruppo che ci creda e una proprietà presente. La Roma di Gasperini è arrivata a un passo dal traguardo; ora, come dice lui stesso, “dipende solo da noi”. Navigazione articoli Giro d’Italia 2026, 15ª tappa: chi sono i grandi favoriti? Analisi completa della giornata chiave Victoria Mboko vs Emma Navarro, finale Strasburgo 2026 – analisi, numeri e pronostico