Alberto Bettiol firma una vittoria spettacolare nella 13ª tappa del Giro d’Italia 2026, con un attacco secco sull’ultima salita e un finale al limite del rischio sulle strade del Lago Maggiore. Il corridore toscano dell’XDS-Astana si impone davanti al norvegese Andreas Leknessund, mentre il portoghese Afonso Eulalio conserva la maglia rosa per 33 secondi su Jonas Vingegaard. Bettiol, vittoria “di casa” tra i tifosi e un rischio enorme nel finale La 13ª tappa, 189 km sotto il sole tra i laghi piemontesi, si è decisa sull’ultima asperità, con una fuga di alto livello. Bettiol e Leknessund sono riusciti a sganciarsi dal resto del gruppo di attaccanti, trovandosi a giocarsi il successo di giornata sulle rampe finali. Proprio lì l’italiano ha piazzato l’accelerazione decisiva: un cambio di ritmo secco, in mezzo a una folla di tifosi italiani assiepati a bordo strada, che lo ha proiettato in solitaria verso il traguardo. Alle sue spalle, il norvegese dell’Uno-X Mobility ha provato a difendere il distacco, ma senza riuscire a rientrare. Bettiol ha tagliato il traguardo in 3h 51’33”, con 26 secondi di vantaggio su Leknessund. Terzo il belga Jasper Stuyven (Soudal-Quick Step), a 44 secondi, davanti al danese Michael Valgren, accreditato dello stesso tempo. Quinto il britannico Mark Donovan. Il finale non è stato però privo di brividi: Bettiol ha rischiato seriamente di finire a terra dopo aver preso in pieno un tombino, rimbalzando violentemente sull’asfalto. Nonostante lo spavento, l’azzurro ha continuato a spingere, prendendosi sempre più rischi pur di difendere il margine. Al traguardo, l’italiano ha spiegato quanto fosse speciale questa tappa per lui: la famiglia presente, la fidanzata e i parenti di lei originari di Verbania, zona che Bettiol considera “una seconda casa”. Ha raccontato anche di conoscere “ogni curva degli ultimi 50 km”, perché spesso si allena su queste strade: un dettaglio che oggi ha fatto la differenza. Con questo successo, Bettiol porta a due le sue vittorie di tappa al Giro d’Italia e impreziosisce un palmarès che già comprende un Monumento: il Giro delle Fiandre 2019. Un sigillo pesante, arrivato su uno scenario iconico come le sponde del Lago Maggiore. Per i dettagli completi di classifica e cronaca, è possibile consultare l’articolo originale di BBC Sport. Classifica generale: Eulalio resiste, ma Vingegaard incombe Sul fronte della lotta per la maglia rosa, la 13ª tappa non ha rivoluzionato la graduatoria, ma ha preparato il terreno a un weekend potenzialmente decisivo. Afonso Eulalio (Bahrain-Victorious) resta leader del Giro con un vantaggio di 33 secondi su Jonas Vingegaard, che indossa ancora la maglia azzurra di miglior scalatore. Il danese, due volte vincitore del Tour de France, è considerato il grande favorito per il successo finale a Roma il 31 maggio. La top 10 dopo la 13ª tappa: 1. Afonso Eulalio (Portogallo, Bahrain-Victorious) – 39h 40’34” 2. Jonas Vingegaard (Danimarca, Visma-Lease a Bike) +33” 3. Thymen Arensman (Paesi Bassi, Netcompany Ineos Cycling) +2’03” 4. Felix Gall (Austria, Decathlon-CMA CGM) +2’30” 5. Ben O’Connor (Australia, Jayco-AlUla) +2’50” 6. Jai Hindley (Australia, Red Bull-Bora-Hansgrohe) +3’12” 7. Michael Storer (Australia, Tudor Pro-cycling) +3’34” 8. Derek Gee-West (Canada, Lidl-Trek) +3’40” 9. Giulio Pellizzari (Italia, Red Bull-Bora-Hansgrohe) +3’42” 10. Chris Harper (Australia, Pinarello-Q36.5 Pro-cycling) +4’15” Vingegaard ha smentito le voci su eventuali problemi di salute nei giorni scorsi, assicurando di sentirsi “al 100%”. Un segnale chiaro agli avversari, proprio alla vigilia della montagna più dura affrontata finora. Sabato nelle Alpi: tre GPM di prima categoria e maglia rosa in bilico Lo sguardo del gruppo è già rivolto alla 14ª tappa, definita la più dura del Giro finora. Tre salite di prima categoria nelle Alpi italiane promettono di trasformare la corsa in una battaglia totale tra uomini di classifica. Eulalio indosserà la maglia rosa per il nono giorno consecutivo, ma la pressione è tutta sulle sue spalle: la sensazione è che proprio sabato possa arrivare il momento dell’attacco frontale di Vingegaard, deciso a trasformare la maglia azzurra di miglior scalatore nella rosa di leader. Per gli appassionati di ciclismo e di grandi salite, sarà una giornata da seguire curva dopo curva, anche attraverso gli aggiornamenti dei principali siti internazionali come BBC Sport. Cosa insegna la giornata di Bettiol agli amatori: conoscere il percorso fa la differenza La vittoria di Bettiol offre un messaggio chiaro anche a chi pedala per passione e non per professione: conoscere il percorso è un vantaggio enorme, soprattutto quando si vuole spingere al massimo. Per chi si allena in bici: ripetere spesso gli stessi giri permette di gestire meglio le energie, sapendo dove risparmiare e dove attaccare; memorizzare curve, discese tecniche e tratti sconnessi aiuta a ridurre i rischi, soprattutto in velocità; simulare in allenamento il ritmo che si vuole tenere in gara, sugli stessi tratti, aumenta la fiducia. La tappa del Lago Maggiore racconta proprio questo: preparazione, conoscenza del terreno e capacità di rischiare il giusto. Bettiol ha spinto oltre il limite, ma con la consapevolezza di chi quelle strade le vive ogni giorno. Un approccio che ogni ciclista, a qualsiasi livello, può fare proprio per migliorare le proprie prestazioni in sicurezza. 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