Il tre volte campione Slam Stan Wawrinka sta affrontando quella che dovrebbe essere la sua ultima stagione sul circuito ATP con un approccio rigorosamente competitivo, e non come un semplice tour d’addio. Lo riferisce tennismajors.com in un aggiornamento del 18 maggio 2026, sottolineando come lo svizzero rifiuti l’idea di vivere questo finale di carriera in modo celebrativo o rilassato. Il 41enne elvetico, che in carriera vanta 16 titoli nel mondo, un oro olimpico e una Coppa Davis, si trova però ad affrontare alcune difficoltà di qualificazione ai tornei, con una classifica appena fuori dalla top 100 dopo il suo percorso a Monte-Carlo. In questo contesto, la gestione del calendario e l’accesso ai tornei diventano aspetti centrali del suo finale di carriera. Mentalità da agonista fino alla fine Wawrinka resta concentrato sulla ricerca della massima prestazione e sulla conquista delle wild card necessarie per i grandi appuntamenti ancora in calendario, in particolare Roland-Garros e Wimbledon. L’idea di vivere gli ultimi mesi senza pressione non lo convince: lo svizzero ribadisce di non riuscire a scendere in campo solo per “godersi” l’atmosfera. «Se voglio giocare l’anno completo, devo mantenere la mentalità da competitivo», ha spiegato Wawrinka. «Mi spingo sempre, cerco sempre di migliorare, di essere migliore. Mi metto molta pressione addosso per provare a vincere qualche partita. Non mi aiuta molto, ma alla fine è l’atleta che sono. Scendo sempre in campo per provare a vincere, non posso semplicemente arrivare e cercare solo di divertirmi perché è l’ultima e chi se ne importa». Il veterano riconosce anche quanto sia impegnativo, dal punto di vista fisico e mentale, restare al livello richiesto per confrontarsi con avversari molto più giovani. A 41 anni, ogni torneo richiede un lavoro nascosto ancora più pesante rispetto al passato. Disciplina, sacrificio e il peso delle celebrazioni Wawrinka ha sottolineato come dietro a ogni suo match ci sia un’enorme mole di lavoro: «Ovviamente ci sono giorni in cui è ancora più duro. Non è mai facile. Si vede solo quello che succede in campo, come oggi, con il pubblico, il pienone. Ma c’è molto lavoro dietro, soprattutto a 41 anni». Per restare competitivo, il tennista parla di disciplina, autodisciplina e sacrificio come elementi imprescindibili. «Serve molta disciplina, autodisciplina, sacrificio, cercare di restare in forma e a quel livello. Ci sono giorni e settimane davvero, davvero difficili, ma alla fine ne vale la pena. Sono appassionato dello sport che amo. Amo quello che faccio. So che è il mio ultimo anno, cerco di fare il meglio che posso». Il suo obiettivo resta semplice e chiaro: continuare a provare il gusto della vittoria nelle partite che gli restano. «Spero di poter vincere qualche partita quest’anno per godermi quella sensazione di vittoria, perché quando sei un competitivo, quello che cerchi è la vittoria», ha detto lo svizzero. Parallelamente, i tornei stanno organizzando tributi e video celebrativi per onorare la sua carriera. Ma Wawrinka ammette che gestire queste cerimonie dopo una sconfitta è tutt’altro che facile dal punto di vista emotivo. «Quando perdi, non è il massimo del piacere. Non vuoi restare in campo. Una volta finita la partita, vuoi davvero prendere le distanze mentalmente. Dopo una sconfitta penso sempre: non voglio essere qui, non merito di essere qui, quindi voglio creare distanza tra me e la partita». Il finale di carriera di Wawrinka, segnato da disciplina e ricerca costante della vittoria, resta dunque all’insegna della competizione pura, più che della nostalgia. Navigazione articoli Lutto nel calcio brasiliano, è morto Geovani: una stagione al Bologna di Maifredi Ascoli, quattro giornate di squalifica a Menna e ammenda al club