Toprak Razgatlioglu esce dalla mattinata di test al Montmeló con sensazioni contrastanti: da un lato la soddisfazione per i progressi con la gomma media, dall’altro le difficoltà ancora evidenti nel giro secco con la soft e nell’adattamento completo allo stile richiesto dalla MotoGP. Il turco ha raccontato ai giornalisti il lavoro svolto e soprattutto le sue impressioni su una pista definita “con pochissimo grip, come mai in vita mia”.

Passi avanti con la media, problemi con la soft

Razgatlioglu ha spiegato di essere “contento perché abbiamo migliorato tanto”, in particolare con la gomma media. Il lavoro del team gli ha permesso di fare “un grande step, specialmente in ingresso curva”, con la sensazione che la moto ora “giri un po’ meglio” e gli consenta di rialzarla prima in uscita, rendendo più semplice l’accelerazione. Il passo con la media, girando da solo, è stato molto costante: 1’40.0, 1’40.1, ancora 1’40.0, con la convinzione di poter arrivare a un 1’39.8 alto sfruttando una scia.

Il nodo resta però il time attack con la soft: montata la gomma più morbida, il crono non è cambiato. “Il problema più grande è che con la soft hai più grip e spingi di più, però non riesco a mantenere la velocità di percorrenza come con la media”, ha ammesso. Guardando i dati di Fabio Quartararo, Toprak vede chiaramente come il compagno di marca riesca a mantenere molta più velocità in curva con la soft, mentre lui, per abitudine da Superbike, continua a cercare soprattutto trazione in uscita.

Razgatlioglu ha sottolineato come, appena monta la soft, “cambia subito la mia mentalità”: guida “un po’ in stile Superbike”, cercando grip e accelerazione, mentre con le Michelin della MotoGP è fondamentale tenere più velocità in curva e aprire il gas in modo molto più dolce. Lui invece tende a “girare, rialzare la moto e aprire molto per cercare accelerazione”. Da qui la consapevolezza di dover modificare il proprio stile con la soft, soprattutto in ottica qualifica: fare il tempo e partire davanti significa restare con il gruppo di testa, mentre scattare da dietro rende tutto più complicato, come ha detto di aver capito proprio nel weekend di gara.

Qualifica decisiva e gestione della giornata di test

Sul bilancio complessivo, Toprak si è detto soddisfatto del passo con la media e del confronto con le altre Yamaha: “siamo molto vicini”, ha spiegato, ribadendo però che “dobbiamo migliorare molto con la soft perché la qualifica è fondamentale. Dobbiamo partire davanti”. Ha elogiato il lavoro di Quartararo, capace di sfruttare al massimo la gomma morbida soprattutto nel primo e secondo giro e poi di mantenere il ritmo in gara proprio grazie alla posizione nel gruppo di testa. Razgatlioglu ha ammesso che a volte si dimentica di mantenere la velocità in curva con la soft, mentre con la media tutto gli viene più naturale.

La pioggia del pomeriggio ha ridotto il tempo utile in pista, ma il programma è stato comunque portato avanti con criterio. Il team ha scelto di provare prima le gomme nuove, su entrambe le moto, per valutare alcune novità, passando poi alle usate sapendo che la pioggia sarebbe arrivata dopo pranzo. Se non fosse intervenuto il maltempo, Toprak avrebbe avuto ancora una media nuova per un ulteriore run, ma alla fine ha quasi visto il lato positivo: “forse è meglio così, senza cadute, mezzo giorno di test. È tempo di recuperare. Penso che per questa settimana sia abbastanza”.

Dal punto di vista fisico, dopo quattro giorni consecutivi sulla MotoGP tra weekend e test, Razgatlioglu non ha avvertito una stanchezza eccessiva su questa pista, che secondo lui non richiede pieghe estreme né uno stile troppo aggressivo: si guida “abbastanza dolce”. Ha però sottolineato quanto sia difficile, per un pilota, mantenere alta la motivazione quando le cose non vanno bene e quanto sia impegnativo tornare subito in pista per un test il giorno successivo a un weekend segnato anche da due grossi incidenti. Nonostante tutto, si è detto contento dei miglioramenti ottenuti e speranzoso di poter mantenere questa prestazione anche al Mugello, dove sarà cruciale la velocità di percorrenza in curva più che la frenata tardiva. Lì Quartararo è sempre molto forte, e Toprak ha dichiarato di volerlo seguire “subito dalla prima sessione”.

“Mai visto così poco grip”: le condizioni del Montmeló

Il tema più sorprendente nelle parole di Razgatlioglu riguarda però le condizioni dell’asfalto di Montmeló. “Nella mia vita è la prima volta che vedo così poco grip”, ha detto senza giri di parole. Ha ricordato come già con le Pirelli, in passato, qui fosse molto difficile, ma ha spiegato di non aver mai visto nulla di simile con le Michelin: “è incredibile”. Nella prima sessione si è detto scioccato, tanto da rientrare dopo quattro o cinque minuti chiedendo se ci fossero problemi con le gomme. Dal box gli è stato risposto che “è così che funziona, tutti stanno guidando così”.

Toprak ha raccontato di non essere abituato a piegare la moto in quel modo: appena provava a inclinare di più, sentiva subito il limite. Aspettava il giro successivo pensando che con la media sarebbe arrivato più grip, ma la sensazione era che la situazione peggiorasse ancora. “Però tutti guidano così. Sto cercando di adattarmi. Oggi guidavo molto meglio, ma ormai è tardi”, ha concluso, lasciando intendere come il processo di adattamento alla MotoGP, alle Michelin e a piste così particolari sia ancora in pieno svolgimento.

Di Marco Franco

Sono un atleta e giornalista sportivo italiano, specializzato in CrossFit e fitness. Da molti anni mi occupo di studiare i metodi di allenamento più moderni, seguire gli eventi sportivi internazionali e condividere consigli sull'allenamento e su uno stile di vita sano.

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