Potenza-Ascoli non è soltanto uno spareggio di ambizioni: è un vero duello di principi calcistici tra De Giorgio e Tomei, due allenatori che hanno dimostrato di saper ottenere risultati importanti con gruppi molto diversi per caratteristiche, ma accomunati dalla capacità di far male all’avversario. In campo andranno un Potenza pronto a interpretare il più classico “gioco all’italiana” e un Ascoli votato a una mentalità super offensiva, intenzionato a imporre ritmo e palleggio con il consolidato 4-2-3-1. Potenza, compattezza e ripartenze: il marchio di De Giorgio La squadra di De Giorgio si presenterà con il consueto 4-3-3, struttura base di un’idea chiara: difesa bassa e compatta, linee strette, pochi spazi tra i reparti e grande attenzione nella fase di non possesso. L’obiettivo è quello di chiudere tutte le linee di passaggio centrali, costringere l’Ascoli a giocare largo e poi colpire in campo aperto. Il Potenza punterà infatti sulle ripartenze, sfruttando “la gamba e la progressione” di giocatori dotati di buona corsa. Un copione molto simile a quello di tanti club italiani che fanno della solidità difensiva la propria base, per poi ribaltare il campo non appena si apre un varco. L’unico vero rebus per De Giorgio è tra i pali: il titolare Cucchietti ha riportato un infortunio al naso e ha provato ad allenarsi con una mascherina protettiva. La sua presenza resta in dubbio; se non dovesse farcela, è pronto Franchi. In mezzo al campo, nel terzetto di centrocampo, resta aperto il ballottaggio per il ruolo di mezzala tra Siatounis (leggermente avanti nelle gerarchie) ed Erradi. Davanti, invece, confermatissimo il tridente: Schimmenti, Murano e D’Auria saranno i riferimenti offensivi per attaccare gli spazi lasciati dall’Ascoli. Ascoli, rincorsa folle e gioco propositivo: Tomei non cambia il 4-2-3-1 Dall’altra parte c’è un Ascoli che arriva a questa sfida forte di una rincorsa quasi clamorosa. Nel girone B, la lotta per la vittoria finale è rimasta aperta fino all’ultima giornata proprio grazie ai bianconeri, capaci di annullare in circa un mese e mezzo i 12 punti di distacco che li separavano dall’Arezzo. Una rimonta “pazzesca”, sfiorata per un soffio, che racconta tanto della forza mentale e tecnica del gruppo allenato da Tomei. Logico quindi che il tecnico bianconero non abbia intenzione di snaturare nulla: l’Ascoli anche a Potenza scenderà in campo per dominare il gioco, con l’ormai consolidato 4-2-3-1 e l’idea di imporre un fitto fraseggio sia in verticale che in orizzontale. Il possesso palla non è sterile, ma funzionale a creare linee di passaggio tra le linee e a innescare la trequarti offensiva. In difesa, conferma per la coppia centrale formata da Curado e Nicoletti, con Alagna e Guiebre a presidiare le corsie laterali. In mediana il solito tandem Corradini-Damiani garantirà equilibrio, pulizia di gioco e primo filtro davanti alla retroguardia. Sulla trequarti, Silipo, Rizzo Pinna e D’Uffizi avranno il compito di cucire il gioco e rifornire Gori, riferimento avanzato in area di rigore. Nel corso del match è atteso anche il rientro di Del Sole, pedina che può aggiungere qualità e imprevedibilità in zona offensiva, dando a Tomei un’arma in più a gara in corso. Due idee opposte per la stessa ambizione La partita si annuncia come un confronto tecnico e tattico molto netto. Da una parte il Potenza, pronto a “rifilare un brutto scherzetto al Picchio” con un piano gara fatto di compattezza e ripartenze. Dall’altra un Ascoli che, forte del proprio percorso recente, non rinuncia alla propria identità offensiva e si prepara a gestire il pallone per lunghi tratti, cercando di forzare il blocco rossoblù con pazienza e qualità. Il contesto mentale è chiaro: l’Ascoli arriva con la consapevolezza di aver tenuto aperta la corsa nel girone B fino all’ultimo, ribaltando una distanza che sembrava proibitiva. Un segnale di forza che si traduce in fiducia nel proprio gioco e nella capacità di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati. Il Potenza, invece, sa di dover essere cinico: l’obiettivo è sfruttare ogni spazio concesso, ogni errore di posizione, ogni palla persa in costruzione dai bianconeri. La chiave nei dettagli: duelli, ritmo e gestione degli episodi Molto passerà dalla gestione dei duelli sulle corsie, dove Alagna e Guiebre dovranno spingere senza scoprire troppo la retroguardia bianconera, mentre Schimmenti e D’Auria proveranno a trasformare ogni transizione in un’occasione per il Potenza. In mezzo, la sfida fisica e tecnica tra il terzetto rossoblù e il doppio mediano dell’Ascoli sarà decisiva per il controllo degli spazi. Il ritmo imposto dalla squadra di Tomei potrebbe costringere il Potenza a una gara di grande sacrificio difensivo, ma allo stesso tempo ogni pallone recuperato dai lucani potrà diventare un potenziale contrattacco velenoso. Sarà una partita di equilibri sottili, dove la prima squadra capace di far valere la propria filosofia potrebbe indirizzare il confronto. In palio non c’è solo il passaggio del turno o il risultato secco di una serata: c’è la conferma di un’identità. De Giorgio e Tomei arrivano a Potenza-Ascoli con idee diverse ma altrettanto strutturate. Sarà il campo a dire quale delle due visioni, quella più attendista e verticale o quella di dominio del gioco, avrà la meglio. Navigazione articoli Barcola decisivo nel derby di Parigi: il PSG passa contro il Paris FC, ma preoccupa Dembélé