Conor McGregor ha finalmente una data per il rientro: l’ex campione in due categorie UFC tornerà nell’ottagono l’11 luglio a Las Vegas, in un attesissimo rematch contro Max Holloway che sarà il main event di UFC 329 alla T-Mobile Arena.

L’annuncio è arrivato dal presidente UFC Dana White, che ha confermato il ritorno dell’irlandese, fermo da quasi cinque anni dopo il grave infortunio alla gamba subito contro Dustin Poirier nel luglio 2021. Il match con Holloway si disputerà tra i pesi leggeri e i welter, aggiungendo un ulteriore elemento di curiosità a una sfida già molto carica di storia.

Il ritorno del più grande showman dell’MMA

McGregor, oggi 37enne, debuttò in UFC nel 2013 e in pochi anni si trasformò nella più grande star delle MMA, grazie al suo stile di striking spettacolare e alla capacità di accendere ogni conferenza stampa con un trash-talk tanto divertente quanto spesso offensivo.

Nel 2016 mise la firma su una delle imprese simbolo dell’era moderna UFC: dopo aver conquistato il titolo dei pesi piuma, si prese anche la cintura dei pesi leggeri battendo Eddie Alvarez il 12 novembre 2016, diventando il primo atleta nella storia della promotion a detenere due cinture contemporaneamente.

La sua personalità esuberante e divisiva ha contribuito in modo decisivo alla diffusione globale delle arti marziali miste, uno sport che anni prima era stato liquidato dal senatore statunitense John McCain come “human cockfighting”, “combattimento di galli umano”. Con McGregor in cima ai cartelloni, l’MMA è entrata stabilmente nel mainstream.

Tra milioni, cause civili e squalifiche: gli anni lontano dalla gabbia

Nel 2017 McGregor ha lasciato per un attimo l’ottagono per il ring di boxe, affrontando Floyd Mayweather Jr in un super-incontro che gli ha fruttato decine di milioni di dollari. Da allora, però, la sua attività nelle MMA è stata sporadica: solo quattro combattimenti dopo la vittoria su Alvarez, con tre sconfitte in quei quattro match.

Il rientro era già stato programmato nel giugno 2024 contro l’ex campione Bellator Michael Chandler, ma l’incontro è saltato a causa di un alluce rotto in allenamento. Un altro stop in una carriera che, negli ultimi anni, ha visto più titoli sui giornali che vittorie in gabbia.

Fuori dall’ottagono, il 2018 è tornato a perseguitarlo nel 2024: una giuria civile irlandese lo ha ritenuto responsabile in una causa per stupro intentata da una donna a Dublino per un episodio avvenuto proprio in quell’anno.

Nel 2025 è arrivato anche un provvedimento disciplinare: in ottobre McGregor ha accettato una squalifica di 18 mesi per “whereabouts failures”, dopo aver mancato tre tentativi di prelievo di campioni biologici da parte di Combat Sports Anti-Doping nel 2024. La sanzione è stata retrodatata ed è scaduta a marzo, riaprendogli la porta a un ritorno agonistico.

Una rivincita che arriva cinque anni dopo l’incubo Poirier

Se McGregor salirà davvero in gabbia l’11 luglio contro Holloway, saranno passati cinque anni e un giorno dalla notte in cui si è rotto la gamba contro Dustin Poirier, una delle immagini più dure della sua carriera.

Di fronte troverà Max Holloway, hawaiano, ex campione dei pesi piuma e avversario che conosce già bene: la loro prima sfida risale agli inizi del percorso UFC di McGregor. Ora il contesto è completamente diverso, con l’irlandese in cerca di una nuova legittimazione sportiva dopo anni di stop, infortuni, problemi legali e squalifiche.

UFC 329 alla T-Mobile Arena promette così di essere molto più di un semplice main event estivo: per McGregor è un banco di prova decisivo per capire se il suo nome può ancora pesare dentro l’ottagono tanto quanto continua a farlo fuori.

Di Marco Franco

Sono un atleta e giornalista sportivo italiano, specializzato in CrossFit e fitness. Da molti anni mi occupo di studiare i metodi di allenamento più moderni, seguire gli eventi sportivi internazionali e condividere consigli sull'allenamento e su uno stile di vita sano.

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