La diciottesima tappa del Giro d’Italia, che si terrà giovedì 28 maggio 2026, è ufficialmente indicata nel regolamento come pianeggiante. Tuttavia, questo status è ingannevole. Il percorso di 171 chilometri tra Fai della Paganella e Pieve di Soligo è una classica insidia tattica. Per i generalisti guidati da Jonas Wingegaard è una giornata di rischio controllato, per i velocisti puri è una sconfitta praticamente garantita e per i maestri delle corse di un giorno è l’occasione perfetta per entrare nella storia del Grande Giro. Terreno: il muro che cambia tutto La prima metà del percorso non prevede grandi scosse. Il gruppo scenderà dall’altopiano alpino verso la valle veneta, dove i favoriti cercheranno di mantenere un ritmo confortevole. La difficoltà principale del percorso è nascosta negli ultimi 30 chilometri attraverso i vigneti del Prosecco. Il dislivello totale della giornata sarà di circa 1.900 metri, che di per sé priverà le gambe dei velocisti della necessaria freschezza. Il principale fattore di giudizio della tappa sarà la leggendaria salita di Muro di Ca’ del Poggio, a soli 9,3 chilometri dal traguardo. Lungo poco più di un chilometro, questo “muro” ha una pendenza media del 12,3%, con i tratti più duri che raggiungono un angolo di salita del 19%. È qui che il gruppo si spezzerà inevitabilmente. I velocisti più forti si staccheranno dal primo gruppo e sulla vetta si formerà una fuga solitaria o un gruppo d’élite di 15-20 corridori, che si precipiterà a tutta velocità lungo la discesa tecnicamente difficile verso il traguardo di Pieve di Soligo. Due scenari per la corsa Con le estenuanti tappe di montagna reali di venerdì e sabato che attendono i corridori, la squadra leader di Visma-Lease a Bike non sprecherà energie per inseguire i fuggitivi non pericolosi. Si aprono quindi due scenari ugualmente probabili. Scenario A: il trionfo della “fuga del giorno”. Un gruppo di corridori che hanno perso le loro chance nella classifica generale si staccherà dai primi trenta chilometri. Se nella fuga si uniscono corridori forti e completi, capaci di avere pazienza in montagna e di avere un buon scatto finale, il gruppo li lascerà andare per 5-7 minuti. In questo caso, il destino della tappa si deciderà in un duello faccia a faccia sulla Ca’ del Poggio tra gli stessi fuggitivi. Scenario B: attacco dei Panchers dal gruppo Squadre come Ineos Grenadiers o Astana Qazaqstan controlleranno deliberatamente la fuga, mantenendola a due o tre minuti. Ai piedi del muro finale, spingeranno il ritmo al limite per isolare i velocisti puri e conquistare la vittoria con un attacco mirato dal gruppo assottigliato. Favoriti: su chi puntare In base alla struttura dell’arrivo, il campo dei contendenti si restringe ai corridori con movimenti esplosivi in salita (puncheurs) e alta velocità di base in pianura. Jonathan Narvaez (Ineos Grenadiers). Il principale pretendente alla vittoria in qualsiasi scenario. L’ecuadoriano è perfetto sulle salite brevi e ripide ed è in grado di vincere un arrivo in volata da un piccolo gruppo contro qualsiasi concorrente. Alberto Bettiol (Astana Qazaqstan). L’italiano è motivato dalle strade di casa. Il suo stile prevede un potente attacco in solitaria proprio in cima alla Ca’ del Poggio e il mantenimento di un vantaggio in discesa fino all’arrivo. Paul Meunier (Soudal Quick-Step). Il vincitore della maglia ciclamino. Le sue possibilità dipendono dalla tattica difensiva scelta dalla sua squadra. Se Meunier resisterà in cima al muro alla fine del primo gruppo, sarà inarrestabile negli ultimi tre chilometri di pianura. Michael Valgren / Diego Ulissi. Veterani esperti del gruppo che cercheranno la loro occasione esclusivamente attraverso la fuga iniziale. La loro maturità tattica consentirà una corretta distribuzione delle forze sul terreno ripido. Impatto sulla classifica generale Per Jonas Wingegaard e i suoi più diretti inseguitori in maglia rosa, la giornata sarà un esercizio di concentrazione. Nessuno dei favoriti effettuerà attacchi a lungo raggio per guadagnare secondi: la posta in gioco è troppo alta sulle Alpi. La sfida per Visma-Lease a Bike è quella di mantenere il danese in testa al gruppo sull’ultima salita, evitare i detriti sulle strette strade del Prosecco e concludere con lo stesso tempo dei suoi avversari. Non sono previsti cambiamenti nella top-3 della classifica generale dopo i risultati di giovedì. Navigazione articoli Jonas Vingegaard consolida il primato al Giro d’Italia: l’analisi della diciassettesima tappa verso Andalo