Il 22 maggio, la leggendaria corsa a tappe Giro d’Italia proseguirà con la 13ª tappa, una delle più insidiose della seconda settimana di gara. A prima vista il percorso tra Alessandria e Verbania sembra relativamente tranquillo, ma sono proprio queste tappe a rivelarsi spesso una trappola per i favoriti.

La distanza sarà di circa 186–189 chilometri, e la parte finale del percorso promette una dura battaglia non solo tra i velocisti, ma anche tra i cacciatori di fughe.

Percorso: una lunga tregua prima del caos finale

La maggior parte della tappa si svolgerà su strade pianeggianti del nord Italia. Il gruppo si dirigerà verso il Lago Maggiore e gli eventi chiave, molto probabilmente, inizieranno solo a 25-30 chilometri dal traguardo.

Gli organizzatori hanno preparato due salite brevi ma molto impegnative:

  • una salita di 2,4 km con una pendenza media del 5,5%;
  • una salita di 4,7 km con una pendenza media di circa il 7%.

Particolarmente pericolosa è considerata la salita di Uniasca: in alcuni tratti la pendenza supera il 10% e le strade strette possono creare problemi di posizionamento.

Dopo la vetta, i corridori dovranno affrontare una discesa tecnica fino al traguardo a Verbania.

Perché questa tappa è pericolosa per i leader

Tappe simili al Giro spesso sembrano “facili” solo sulla carta.

La prima metà pianeggiante del percorso permette alle squadre di risparmiare energie, ma poi la gara accelera bruscamente. Qualsiasi errore di posizionamento prima delle salite finali può costare decine di secondi.

La situazione diventa particolarmente tesa a causa della classifica generale. Dopo l’11ª tappa, il portoghese Afonso Eulálio mantiene la leadership, ma i favoriti come Jonas Vingegaard continuano a stargli molto vicini.

Proprio per questo, le squadre dei corridori da classifica cercheranno sicuramente di controllare la gara fino al traguardo.

A chi si addice la 13ª tappa

Questo percorso è perfetto per:

  • i corridori completi;
  • i puncher;
  • i corridori da fuga tardiva.

Per i puri velocisti sarà estremamente difficile superare le salite finali nel primo gruppo, soprattutto se il ritmo sarà elevato.

D’altra parte, non ci si deve aspettare nemmeno una vera e propria battaglia in montagna: il dislivello è troppo esiguo. Molto probabilmente, la vittoria se la contenderanno o una forte fuga o un piccolo gruppo di favoriti dopo l’ultima discesa.

Gli esperti definiscono già questa tappa una delle migliori opportunità per i corridori di seconda linea.

L’intrigo principale: prima delle Alpi

Un altro fattore importante è quello psicologico.

La 13ª tappa precede immediatamente l’inizio delle giornate alpine più impegnative. Già il giorno successivo i corridori dovranno affrontare prove di montagna impegnative, quindi alcuni dei favoriti potrebbero preferire risparmiare le forze.

È proprio questo che spesso rende tali tappe estremamente caotiche: qualcuno inizia a stare sulla difensiva, mentre altri, al contrario, rischiano tutto per un unico attacco.

Previsioni

Gli scenari possibili per la tappa sono diversi, ma il più probabile sembra essere questo:

  • una forte fuga iniziale;
  • una lotta serrata per le posizioni nel finale;
  • attacchi sull’ultima salita;
  • arrivo di un piccolo gruppo.

I principali favoriti della giornata sono i corridori con un potente sprint dopo le salite e buone capacità nelle discese.

Previsione per la tappa:

  • Vittoria di un corridore della fuga
  • Possibili piccoli cambiamenti nella top 10 della classifica generale
  • Il finale promette di essere uno dei più spettacolari della seconda settimana del Giro

La 13ª tappa potrebbe rivelarsi molto più importante di quanto sembri ora. E sono proprio queste giornate “tranquille” a diventare spesso decisive nei Grandi Giri.

Di Marco Franco

Sono un giornalista sportivo italiano e atleta con esperienza nel mondo del CrossFit, del fitness e della preparazione fisica. Su Aurelia Sport News seguo calcio, sport internazionali, CrossFit, allenamento e stile di vita sano, con particolare attenzione alla condizione atletica degli sportivi, alla gestione dei carichi, al rendimento delle squadre e alle notizie più rilevanti del panorama sportivo. Unisco l’esperienza pratica nell’allenamento alla scrittura giornalistica per offrire analisi chiare, aggiornate e accessibili.

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